VIAGGIO IN CAMPANIA
Per oltre sessant’anni Giuseppe Leone ha attraversato la Sicilia con una macchina fotografica, trasformando il paesaggio, le persone, le architetture e i riti della sua terra in una grande narrazione per immagini.
Nato e vissuto a Ragusa, Leone ha costruito il proprio sguardo dentro la tradizione della fotografia italiana del secondo Novecento, ma senza mai separare la dimensione documentaria da quella poetica. Il suo bianco e nero non si limita a registrare ciò che vede: cerca la memoria delle cose, le tracce lasciate dal tempo, il rapporto profondo tra gli uomini e i luoghi che abitano.
Dalla Sicilia barocca alle campagne, dalle feste popolari alle scene della vita quotidiana, il suo lavoro è diventato nel tempo una sorta di archivio visivo di un mondo in trasformazione. Un racconto nel quale il paesaggio non è mai semplice sfondo, ma presenza viva: insieme spazio geografico, memoria e identità.
A partire dagli anni Settanta, le fotografie di Leone hanno inoltre incontrato la letteratura. Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo e Gesualdo Bufalino sono alcuni degli scrittori con cui ha condiviso una stagione irripetibile della cultura siciliana. Le sue immagini hanno così trovato posto accanto alle parole, costruendo un dialogo fra fotografia e letteratura che ha contribuito a rendere la sua opera una delle testimonianze più originali del Mezzogiorno contemporaneo.
Ma raccontare Giuseppe Leone significa anche parlare di viaggio.
Il suo sguardo, nato profondamente radicato in una terra, ha progressivamente oltrepassato i confini dell’isola. E quando nel 2019 e nel 2021 (con la pausa di quell’ anno orribile segnato dalla pandemia Covid) Leone si confronta con la Campania, il viaggio assume una forma nuova: quella di un ritorno ideale alle origini del Grand Tour, alla scoperta di paesaggi, città, monumenti e comunità attraverso la sensibilità di un fotografo che ha fatto della memoria dei luoghi la propria materia.
È da questo viaggio che prende avvio il percorso raccontato in questo webdoc.
VIAGGIO IN CAMPANIA. SULLE TRACCE DEL GRAND TOUR
Nel 2022 Giuseppe Leone presenta per la prima volta il proprio sguardo oltre la Sicilia per raccontare la Campania. “Viaggio in Campania” diventa sia un progetto fotografico ed editoriale pubblicato da Plumelia Edizioni sia una mostra, ospitata all’Archivio storico della Fondazione Banco di Napoli, inserito nel Registro Internazionale UNESCO.
L’idea del viaggio si lega dichiaratamente alla tradizione del Grand Tour: quello stesso itinerario attraverso l’Italia meridionale che, tra Settecento e Ottocento, conduceva viaggiatori, artisti e intellettuali alla scoperta di Napoli, delle città antiche, dei paesaggi e delle vestigia del Mediterraneo.
Leone riprende quel tema con uno sguardo diverso. Non è più quello del viaggiatore straniero che arriva nel Sud per scoprirlo, ma quello di un fotografo meridionale che attraversa un’altra parte della propria terra, mettendo in relazione due territori, due memorie e due modi di abitare il paesaggio.
Napoli, Sorrento, Paestum, Pompei, il Sannio, il Vallo di Diano, Procida: luoghi celebri e luoghi appartati entrano così nel suo racconto fotografico. Leone cerca il monumento, ma anche ciò che gli sta intorno; osserva la storia, ma soprattutto il modo in cui la storia continua a vivere nel presente.
Il risultato è un viaggio che non procede soltanto nello spazio. È un viaggio nella memoria del Mezzogiorno, attraverso immagini nelle quali il paesaggio diventa racconto e il passato continua a dialogare con il presente.
L’estratto audiovisivo è utilizzato esclusivamente ai fini di cronaca, di critica e valutazione ai sensi dell’art. 70 L. 633-1941
TRA CAMPANIA E SICILIA IL VIAGGIO CONTINUA
Un anno dopo la morte di Giuseppe Leone, il viaggio continua.
Il 17 aprile 2024 Leone scompare a Ragusa, la città nella quale era nato e alla quale aveva dedicato gran parte della sua ricerca fotografica. Il 12 aprile dell’anno successivo, proprio a Ragusa Ibla, il suo ultimo percorso attraverso il Mezzogiorno torna a vivere in una mostra postuma.
“Grand Tour tra Campania e Sicilia” raccoglie infatti gli scatti dell’ultimo reportage realizzato da Leone, concepito come un itinerario attraverso l’antico Regno delle Due Sicilie. La mostra, allestita all’Auditorium San Vincenzo Ferreri, nasce all’interno del progetto Promenade Méditerranéenne ed è sostenuta da Strategia Fotografia 2024, il programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La curatela è di Emanuela Alfano e Federica Siciliano, storiche assistenti del fotografo, con la collaborazione di Clorinda Arezzo.
Campania e Sicilia vengono così accostate non soltanto come due territori, ma come due estremità di uno stesso racconto mediterraneo.
Da una parte i luoghi della Campania già attraversati da Leone negli ultimi anni della sua vita; dall’altra la Sicilia che aveva rappresentato per tutta l’esistenza. In mezzo, l’idea del viaggio come strumento per comprendere ciò che cambia e ciò che rimane.
Le immagini compongono un mosaico fatto di paesaggi, architetture, tracce della storia e presenze umane. Un percorso nel quale ritornano alcune delle grandi opposizioni che attraversano l’opera di Leone: partire e tornare, andare e restare, mutare e durare.
È forse questo il senso più profondo dell’ultimo Grand Tour di Giuseppe Leone: non la ricerca di un Sud da scoprire, ma la costruzione di una geografia della memoria. Un territorio osservato attraverso ciò che il tempo ha conservato e attraverso ciò che, invece, rischia di scomparire.
A un anno dalla sua morte, le fotografie di Leone tornano dunque nei luoghi che ha amato e raccontato, trasformando il viaggio in una forma di memoria e la memoria in una nuova possibilità di viaggio.


